CATONA•REGGIO CALABRIA• 1 2 3 4 AGOSTO 2008
L’addizione è semplice: arte + creatività + ecolo -gia + musica + Studio Azzurro = F acefestival.
Ovvero la rassegna indipendente di espressioni artistiche. Di ogni genere. Dalla performance alle installazioni, dalla pittura alla fotograa, passando per le sculture e le video-installazioni. Tutto questo a Ecolandia: una cornice incantata. “Un sogno che prende realtà”. Parola di Paolo Genoese, il direttore artistico dell’evento.
I cancelli del parco infatti sono rimasti serrati per sette anni. Troppi. Se la struttura è ancora “viva”il merito è di Domenico Colonnetti. Dal 2002 ilcustode “cura” il parco come fosse suo glio. D’altronde l’ha visto nascere e crescere. Ecolandia è la sua vita.
Per quattro giorni l’area è rimasta aperta per accogliere famiglie e ragazzi. Il Festival è riuscito a trasformare un luogo inutilizzato in un vero e proprio spazio sociale di fruizionecollettiva.I l merito? Dei ragazzi dell’organizzazione: Paolo Genoese, Paolo Albanese, Cesare Stilo, Luciano Pensabene, Aurelia Arito, Pietro Pratticò, Remo Malice e Mariella Casile.
“L’idea nasce due anni fa in una notte estiva. Stavamo ascoltando una canzone di Fabrizio De Andrè che parlava di cambiamento. Così con Paolo (Albanese, coordinatore sezione video e fotograa, ndr) e Cesare (Stilo, amante della politica ambientalista) abbiamo pensato di mettere in piedi una manifestazione che potesse coniugare le nostre passioni”, afferma Paolo Genoese. Così è stato. La manifestazione ha unito eventi diversi, ma accomunati dal rispetto per l’ambiente.
L’anfiteatro ha ospitato interessanti conferenze: Mario Alverà, l’ambasciatore italiano del “The Climate Project” di Al Gore, Luigi Rossi, Nino Liotta e Domenico Morabito su Ecoturismo e infne, ma non meno importante, il prifessore Giampaolo Manfredini con un convegno sull’arte di Bruno Munari.
Per non parlare dei concerti, in particolare quello di una band napoletana: i “Capone & Bungt Bangt” cha hanno suonato con strumenti realizzati con materiali di scarto. Sul palco sono così saliti scope elettriche, tamburi di latta e chitarre di legno usato. Perché la politica del festival è una sola: il rispetto dell’ambiente.
L’evento ha insomma riscosso successo, anche “internazionale”. Il parco è stato infatti visitato da stranieri. A dimostrazione che la vera Arte non conosce limiti di alcun genere. Questo anche grazie all’opera “Il combattimento di Ettore e A chille” di Studio Azzurro che parla una lingua universale. Si tratta di un video sincronizzato che pone l’accento su un tema attuale: la guerra. In un paesaggio desertico due gure si incontrano e si scontrano in un combattimento suggestivo, in cui i due diversi punti di vista si fondono, si scambiano per creare un’opera indimenticabile. Tutto riporta alla battaglia. Perché “Mai come in questo momento si sente il bisogno di riportare all’attenzione il concetto della sacralità della vita”. Parola di Stefano Roveda, parte del gruppo dal 1995.
Il pubblico ha potuto ammirare l’ottima qualità delle opere esposte. Come quelle della mostra SISMA 08 (South Italian Silent Modern Art), curata da Remo Malice. “I lavori sono un tributo al centenario del Terremoto del 1908. L’idea portante è quindi il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente tramite l’arte”, afferma il curatore. Non a caso molti dei lavori sono realizzati con materiali di riciclo. Le stanze del fortino sono state così riempite dalle opere di numerosi artisti: Filippo Malice, Giulio Manglaviti, Luciano Pensabene, Mariella Pecoraro, Hermes Ferro sono alcuni nomi. Non bisogna dimenticare che in questa edizione hanno esposto ben 42 artisti.
I ragazzi dell’organizzazione hanno deciso di puntare su video-installazioni, su opere di video-arte e performances, come quelle realizzate da Lunapaese, Davide Grosso e Taciana Coimbra. Perché questa è l’arte contemporanea.
D’altronde il Facefestival è uno scrigno che racchiude un unico linguaggio fatto di libertà. Un linguaggio che chiamiamo arte. Ma con la A maiuscola.

agosto 9th, 2009 - 13:57
Messaggio:
Quanto mi piacerebbe essere li in mezzo a voi. Mi auguro che FACE FESTIVAL abbia un successo che possa aumentare la visibilita` dell’arte del cinema e causare un furore nella Calabria.
saluti…
Prof. Franco Spezzano